LE API IN CITTA’

Tradizionalmente si pensa all’allevamento di api come un’attività da svolgere in montagna, in aperta campagna, in collina o comunque dove le api hanno prati o boschi estesi su cui bottinare. È certamente così, ma anche la città è ormai considerata un habitat per la vita dell’alveare e uno spazio accogliente per le api.
 
L’apicoltura urbana può essere definita come l’arte di allevare api nei centri abitati. Non è una moda degli ultimi anni, al contrario sembra che già̀ gli antichi romani 2000 anni fa ospitassero degli alveari nelle ville patrizie19, come ha dichiarato Raffaele Cirone, Presidente FAI (Federazione Apicoltori Italiani).

L’apicoltura urbana non è nemmeno una realtà di nicchia: numerose città del mondo ospitano alveari tra i loro grattaceli e giardini. New York, San Francisco, Tokio, Parigi, Londra, Seoul, Vienna, Berlino oltre a Roma, Torino, Milano, Bologna, Bolzano, Cesena, Palermo e tante altre, sono metropoli che hanno già una doppia “anima sociale”: quella dell’uomo e quella dell’ape.

Le città sono habitat possibili per le api in quanto offrono loro un pascolo diversificato di nettari e pollini grazie alla variabilità di specie botaniche presenti nei parchi, nei viali ma anche semplicemente sui balconi o nei terrazzi. Girando per la città, si possono notare api che bottinano su tipiche piante ornamentali urbane come acero, cedro, pini, robinie e pruni, oppure su alberi di tiglio e ippocastano che solitamente costeggiano i viali. Sempre più spesso, le aiuole e le aree spartitraffico vengono abbellite da specie mellifere come la facelia, la borragine, il fiordaliso o l’astro alpino. Luoghi perfette per le api.
 
Molte città hanno abbracciato sempre più questa politica ecologica seminando di proposito fiori e piante adatte per le api, facendo sfalci meno frequenti e, come a Parigi e Lubiana, vietando l’uso di pesticidi sia nei giardini pubblici che nei terrazzi e balconi. In questo contesto è quindi possibile prendersi cura di famiglie di api che sono sempre di più alla ricerca di fiori e fonti nettarifere: essere apicoltore urbano significa dare un contributo personale a sostenere le api, favorire la biodiversità̀ della città e di conseguenza a migliorare l’ambiente circostante.
 
Le api urbane sono poi protette dai forti venti grazie a barriere fatte da palazzi e grattacieli, inoltre gli sbalzi termici risultano più graduali in città e le temperature più̀ miti rispetto ad altri ambienti. Caratteristiche queste che permettono alle api di bottinare sulle fioriture e rientrare nell’alveare senza disorientamenti. Il miele che si andrà̀ a produrre sarà un miele totalmente cittadino o il miele del quartiere e le sue proprietà̀ organolettiche e sensoriali saranno lo specchio delle specie botaniche presenti in quel pezzo di città. Inoltre, grazie alla loro capacità di monitorare fedelmente il territorio, le api sono utilizzate come bioindicatori ambientali in quanto possono fornire complesse informazioni riguardanti la qualità dell’ambiente in cui vivono.

Contrariamente a quello che si può̀ pensare il miele urbano non è contaminato: l’inquinamento cittadino non provoca morie di api e le continue analisi chimiche effettuate sul miele urbano per testare la quantità̀ di metalli pesanti dimostrano che la presenza di piombo, nichel, cromo e benzene raggiungono valori irrilevanti per la salute umana (0,022 mg/kg di piombo nel miele di Roma – Progetto ApinCittà FAI)
 
Esiste l’Apicoltura urbana nel mondo?
Nelle grandi metropoli del mondo le esperienze di apicoltura urbana sono già̀ realtà̀ diffuse e consolidate. L’idea del miele urbano nasce a New York dal presidente di “New York City Beekeepers Association” e fondatore di “Bees Without Borders” (Api senza confini), Andrew Cotè uno dei più̀ celebri apicoltori urbani del mondo; gli alveari si trovano a Manhattan, Brooklyn, Queens, sui tetti di alberghi e ristoranti, palazzi e hotel, scuole e uffici, musei. Il miele è venduto nei mercatini e nei negozi ed è molto apprezzato per la differenza di gusto tra le produzioni primaverili ed autunnali.
Anche i tetti e i parchi di Parigi sono abitati dalle api: si stimano nella capitale francese più̀ di 1000 alveari. L’Operà Garnier, il parc Monceau, i giardini di Luxembourg e Notre-Dame, solo per citarne alcuni, ma anche famosi ristoranti (La Tour D’Argent, due stelle Michelin) e prestigiosi hotel (Mandarin Oriental Hotel) ospitano sui loro tetti le casette con i laboriosi insetti.

Apicolturaurbana.it, partner Bee It, installa e cura alveari presso aziende, parchi e scuole, fornendo sia un servizio educativo che un’esperienza unica guidando le persone alla riscoperta della natura e alla protezione della biodiversità.

L’esperienza di contatto con un alveare è un punto di partenza unico nel suo genere per un’educazione ambientale più profonda – e l’educazione porta all’ispirazione, che a sua volta porta all’azione.
 
Bee It organizza giornate esperienziali, dove potrai conoscere il meraviglioso mondo delle api divertendoti in sicurezza. Scrivici per informazioni. A breve anche il nostro miele dell’Oasi…stay tuned

Articolo scritto da Giuseppe Manno – Founder di https://www.apicolturaurbana.it/
per
Paola Di Feo
Founder Bee It
love@beeit.it
339.1393300

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