Capelli Fertilizzanti

Nel 2050 il peso della plastica nelle acque supererà quello dei pesci. È il grido di allarme lanciato da Legambiente in occasione del World Oceans Day 2021.

La plastica sta invadendo gli oceani. Il grande polmone blu del pianeta, che produce più della metà dell’ossigeno che respiriamo, sta letteralmente soffocando e se non si interviene entro il 2050 il peso della plastica nelle acque supererà quello dei pesci.

Ad annunciarlo è Legambiente, che in occasione della Giornata 
Mondiale degli Oceani 2021 ha presentato i dati di “Clean Up the Med”, la campagna per la riduzione dei rifiuti marini, commentando: “Su dieci tonnellate di rifiuti raccolti da 16 Paesi, oltre il 90% è costituito da plastica: primi fra tutti, bottiglie e bottigliette, seguite da tappi, bicchieri e frammenti eterogenei.

In più del 60% delle spiagge ripulite sono stati inoltre ritrovati guanti e mascherine”.

Anche Greenpeace lancia il suo allarme. Secondo l’associazione, con tutta la plastica presente nei mari potremmo fare 400 volte il giro della Terra: “Otto milioni di tonnellate, soprattutto microplastiche e plastica monouso non riciclata, finiscono ogni anno in mare diventando cibo per pesci. Sono 700 le vittime tra le specie a rischio che muoiono per indigestione o soffocamento.” 

Bee It opera per modificare le abitudini, al fine che diventino sempre più etiche e rispettose dell’ambiente, dando il buon esempio con packaging ed imballi riciclati e riciclabili, plastic free.

Il settore del Beauty, assieme ad atri enti da cui prendere esempio, si sta muovendo già da tempo, cercando di sensibilizzare il consumatore sull’importanza di dire stop alla plastica e mettere in pratica pochi ma efficaci gesti quotidiani per uno stile di vita più sostenibile, come:

  1. Scegliere prodotti beauty privi di plastica è utile per coniugare qualità, performance e sostenibilità.
  2. Ridurre il consumo non necessario di acqua, per evitare sprechi, chiudendo il rubinetto o la bocchetta della doccia quando ci si insapona o ci si lava i denti.
  3. Tenere le spiagge e l’ambiente puliti: è importante non lasciare rifiuti sparsi e prestare attenzione anche agli oggetti più piccoli come tappi di bottiglia, anelli di lattine, che possono diventare pericolosi non solo per l’ambiente ma anche per gli animali.

LifeGate – in collaborazione con Seabin Project e Poralu Marine e con le istituzioni pubbliche e l’associativismo italiano – ha posizionato nei mari, nei laghi e nei fi umi, italiani ed europei, 72 Seabin che hanno già raccolto più di 68 mila chilogrammi di rifiuti galleggianti: la maggior parte di questi sono composti da cannucce, tappi, sacchetti e bottigliette di plastica, confezioni alimentari, mozziconi di sigaretta e tante, troppe, microplastiche.

I volontari di Operazione Siso, in collaborazione con la Guardia Costiera, perlustrano il mare per rimuovere Fad illeciti: attrezzature da pesca illegali, realizzate con materiale vietato come fili di polipropilene, nylon e taniche di plastica che diventano rifiuti inquinanti e trappole letali per pesci, mammiferi e tartarughe. Nel mar Mediterraneo la loro presenza è di dimensioni inimmaginabili: nel solo sud Tirreno, si stima la presenza di 10.000 Fad illeciti, con 20.000 km di polipropilene e centinaia di migliaia di bottiglie e taniche di plastica abbandonati (fonte: Science Direct).

Lo sapevate che anche i capelli possono essere riciclati? Ogni anno in Europa vengono tagliate chiome per un peso di circa 28.000 tonnellate, oggi riutilizzabili in diversi modi tanto che iniziano a fare gola all’industria cosmetica e farmaceutica così come anche all’agricoltura e ai servizi di bonifica ambientale. I capelli infatti possono assorbire sostanze oleose fino a nove volte il loro peso, sono quindi un bio-assorbente naturale ed economico utile nella rimozione del petrolio dai mari.

Un esempio concreto è rappresentato dall’incidente della nave MV Wakashio, nel 2020, che ha riversato sulla barriera corallina di Mauritius più di 4.000 tonnellate di petrolio. Per fermare la marea inquinante l’ente no profit australiano Sustainable Salons ha inviato migliaia di tubi ripieni di capelli forniti da saloni pronti a sostenere le cause ambientali, per i quali l’associazione ha raccolto ad oggi ben 28.700 kg di capelli. 

CAPELLI? FERTILIZZANTI! In agricoltura, gli scienziati stanno esplorando nuovi metodi per utilizzare i capelli come fertilizzanti biologici per piante a crescita lenta, come basilico, salvia e arbusti ornamentali. “Dopo anni di ricerca siamo giunti alla conclusione che i capelli umani possono rilasciare una quantità sufficiente di sostanze nutrienti per fertilizzare le colture”, ha spiegato lo scienziato Valtcho Zeliazkov del Mississippi State University.

“Si tratta dunque di un materiale di scarto che ha evidenti vantaggi per i produttori e per l’ambiente”.

“In agricoltura i capelli aiutano a preservare il suolo e a limitare il consumo di acqua. Inoltre il capello contiene cheratina, una proteina che può essere utilizzata per ripulire l’ambiente ma che può anche sostituire la plastica in agricoltura e in orticoltura”.

Articolo scritto da Estetica, il magazine globale dell’Hairstyle
https://www.estetica.it/
per
Paola Di Feo

Founder BEE IT

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