La Magia Dell’impollinazione

Api e vita sul nostro pianeta: sin dai remotissimi tempi della preistoria, sin dal Cretaceo, esiste un delicato equilibrio tra insetti, piante e fiori che ha portato la vita sul nostro Pianeta. E da millenni garantisce all’uomo il cibo.

È il delicato meccanismo dell’impollinazione, una magia che consente alle piante di incontrarsi, producendo frutti e semi. L’impollinazione è il trasferimento di polline, cioè dei gameti maschili, tra le parti maschili e femminili dei fiori per permettere la riproduzione delle piante e lo sviluppo dei frutti.

Grazie all’impollinazione possiamo nutrirci: il 70% delle colture agricole per riprodursi e dare frutto ha bisogno dell’impollinazione da parte degli insetti, basti pensare alla frutta, ma non solo: mele, pere, pesche, ciliegie, prugne, kiwi, meloni, pomodori, zucche e zucchine, lenticchie … questi sono solo alcuni dei frutti che hanno bisogno dell’impollinazione per svilupparsi. E poi … se non ci fosse l’impollinazione non avremmo semi, non avremmo alberi, non avremmo legname, carta, fibre tessili vegetali, latte e tanto altro. Ed è ancora grazie all’impollinazione che esiste la biodiversità sulla Terra.

Questo prezioso compito è svolto dalle api e dagli impollinatori. Ma chi sono gli impollinatori? In Europa gli impollinatori sono soprattutto farfalle, pipistrelli, coleotteri, sirfidi, falene, vespe e … le api!

Le api sono gli impollinatori principali: solo in Europa ne esistono 2.000 specie selvatiche e l’Europa ospita il 10% di tutte le specie di api del mondo. L’Apis mellifera o Ape mellifera occidentale è la più nota specie di api: viene allevata dagli apicoltori per la produzione di miele e di altri prodotti dell’alveare.

Negli ultimi tempi, però, l’inquinamento e l’uso sempre più massiccio di insetticidi, diserbanti e fitofarmaci stanno mettendo a dura prova le nostre amiche api e tutti gli impollinatori che sono alla base del delicato equilibrio dell’ecosistema terrestre, causando disordine nei loro cicli biologici ed avvelenandole fino a provocarne la morte. I cambiamenti climatici, poi, l’assenza di stagionalità, la scomparsa di alcune specie di fiori, l’urbanizzazione e la cementificazione stravolgono i cicli naturali, portando gli impollinatori alla scomparsa.

Nelle piantagioni della regione dello Sichuan, in Cina, gli impollinatori non esistono più: così gli agricoltori sono costretti a depositare il polline sugli alberi da frutto al posto delle api.

Più dell’85% delle piante sulla terra hanno bisogno delle api e degli impollinatori per sopravvivere. Il declino della popolazione di questi insetti indica ormai da diversi anni la necessità di un’inversione di tendenza.

Nel 2013 Whole Foods (rivenditore di alimenti biologici) ha lanciato una campagna di sensibilizzazione proprio sul declino della popolazione degli insetti impollinatori. Sugli scaffali veniva prima mostrato l’intero assortimento, poi venivano rimossi i prodotti di cui possiamo disporre solo grazie al servizio dei pronubi. Vennero rimossi 237 prodotti su 453, cioè più della metà. Ma che ne sarebbe della nostra colazione se scomparissero le api? Niente caffè, prima di tutto. Non avremmo frutta né marmellate né miele. Non avremmo cioccolata né yogurt, né latte. Né mandorle né soia, né succo di frutta.

Comunicazione interspecie: i fiori preparano il nettare appena sentono il ronzio delle api. Vi è una sottile comunicazione tra api e piante, un linguaggio non verbale che ci sorprende sempre più. Una pianta ha solo tre minuti di tempo per preparare il polline per l’ape e fare in modo che gli insetti ritornino più volte senza che venga interrotto il meccanismo.

La comunicazione interspecie tra api e piante è stata scoperta grazie ad uno studio di un gruppo di ricercatori dell’Università di Tel-Aviv, in Israele. Nell’esperimento è stato riprodotto in modo artificiale il ronzio delle api. Grazie a queste frequenze sonore che simulano il ronzio le piante originano delle micro-vibrazioni dei fiori aumentando la produzione di polline anche del 20%, per attirare gli insetti e fare in modo che possano ritornare.

Ma che ne sarà dell’impollinazione, se spariranno le api? Che ne sarà dei semi, degli alberi, della vita sulla Terra?

In Bee It lavoriamo per la tutela delle Api con la creazione di Oasi Apistiche dove le api e gli impollinatori possono stare bene e riprodursi.

Contribuisci e partecipa al progetto “la bellezza che salva le api”.

Articolo scritto da Giuseppe Manno – Founder
https://www.apicolturaurbana.it/
per
Paola Di Feo

Founder Bee It

love@beei.it

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